Trappole per turisti: cosa sono e come evitarle

La nostra è un'epoca prettamente digitale dove, grazie ad un click, possiamo vedere cosa succede dall'altra parte del Mondo. La rivoluzione innescata dal web e dall’avvento delle compagnie low cost (voli, treni, autobus) ha stravolto il concetto di viaggio. Da privilegio e lusso riservato a pochissimi è diventato un piacere alla portata di tutti. Come ogni rivoluzione che si rispetti, ha comportato importanti effetti positivi ma anche innumerevoli conseguenze negative. E’ ormai sotto gli occhi di tutti: il turista ignorante è un esemplare umano che ormai possiamo trovare in qualsiasi meta turistica. Spesso si tratta di persone che ignorano bellamente usi e costumi locali e che si fanno beffe di ogni regola di buon senso.  




Una passeggiata a dorso di elefante




Lo sfruttamento indiscriminato di risorse e popolazioni locali


Il retaggio del turismo di massa è ambivalente: da una parte importanti ritorni economici da parte del turismo locale (a volte in zone o regioni prima ben poco turistiche), dall’altro la nascita di innumerevoli attrazioni nate ad hoc, delle vere e proprie “trappole” per turisti. Queste “trappole” fioriscono in tutte quelle mete “di tendenza” (tendenze spesso dettate dai social network) e sfruttano indiscriminatamente sia l’ignoranza di alcuni turisti, sia la superficialità di tanti viaggiatori inesperti. Si tratta di attrazioni turistiche basate sullo sfruttamento delle risorse naturali locali (fauna e flora) mascherato da esperienza genuina per i turisti.

Gli animali rappresentano una importante leva turistica a tutte le latitudini, attraendo grandi e piccini. Negli anni si sono quindi sviluppate amenità turistiche di ogni tipo: da assurde passeggiate a dorso di elefante a zoo dove è possibile scattare selfie con tigri, koala, pitoni ed ogni altro tipo di animale. Trappole per turisti ignoranti e per animali inconsapevoli, troppo spesso, brutalmente maltrattati. 

Un altro mostruoso risultato del turismo di massa e del suo sfruttamento è il cosiddetto “orphanage tourism”. Si tratta della riprovevole mania di molti turisti di scattare foto e selfie a bambini inconsapevoli da sbattere sui propri social network e raccimolare complimenti e like. Nel giro di pochi anni i volontari che si improvvisano educatori per bambini per qualche mese o settimana, sono aumentati vertiginosamente. Alcune strutture sono persino arrivate a farsi vendere dei bambini da genitori che non potevano mantenerli in modo da attirare più turisti e, quindi, più soldi.

Il turista ignorante è così, pensa che basti pagare per ottenere un bambini da “aiutare” o per farsi un bel selfie “acchiappa like” con una scimmietta o un bambino in braccio.




L'Orphanage Tourism è una nuova forma di schiavitù




Il complesso rapporto con i social network


Il turismo di massa è oggi fortemente influenzato dai social network. Le foto delle vacanze che pubblichiamo sui social network hanno molto più potere di quanto pensiamo. Quelle pubblicate dagli Influencer hanno un potere devastante: più persone vengono raggiunte, più probabilità ci sono che un certo luogo diventi “di tendenza” e nuova “mecca” del turismo di massa. Basta una foto ben fatta, pubblicata sui social network (soprattutto Instagram) per attirare innumerevoli turisti e viaggiatori in un certo luogo. Purtroppo però, non sempre le masse in movimento sono del tutto consapevoli delle tracce che lasciano, sul territorio e sul web.

È irrispettoso lasciare la propria spazzatura nei luoghi che visitiamo, ma lo è anche scattarsi selfie ammiccanti nei memoriali che ricordano genocidi, in ex campi di sterminio o in città spazzate via da catastrofi (si pensi ai numerosi influencer che utilizzano Chernobyl come set fotografico). Per renderti conto dell’abisso di ignoranza che abbiamo raggiunto ti basti sapere che nel Museo del Genocidio di Phnom Penh, lo staff ha sentito la necessità di affiggere un cartello che chiede espressamente ai visitatori di non giocare a Pokémon Go. Oppure pensa ai macabri selfie con facce sorridenti e relitto sullo sfondo che tanto andavano di moda ai tempi del tragico disastro della Costa Concordia.



Come evitare le trappole per turisti


Il turista ignorante, come abbiamo detto, arriva ovunque. Non ci sono luoghi o mete a lui precluse.  Tuttavia è il momento di ripensare questa mentalità ed invertire la tendenza. Dopotutto, è l’emulazione che muove le masse. Da turisti e viaggiatori abbiamo la possibilità di esercitare un potere decisionale incredibile.

 

  • Scegli mete poco conosciute, lontane dagli itinerari del turismo di massa.
  • Informati bene prima di partire: raccogli più informazioni possibili sui luoghi che intendi visitare, su usi, costumi e gastronomia locali.
  • Non scegliere le tue mete di viaggio in base al tuo feed Instagram
  • Comportati in modo educato e rispettoso nei confronti dei  luoghi che visiti: lascia tutto come l’hai trovato o come vorresti averlo trovato!
  • Evita le attrazioni turistiche che  sfruttano persone, animali ed ambiente

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I nostri consigli:

  •  Cosa mettere in valigia: uno smartphone per documentarsi 
  •  Libro da leggere: Modern Day Slavery and Orphanage Tourism di Joseph M Cheer e Leigh Mathews
  •  Periodo consigliato: sempre
  •  Viaggio da fare: In coppia o in gruppo
  •  Aforisma: I turisti non sanno dove sono stati. Il viaggiatore non sa dove sta andando(Paul Theroux)

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